“Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa.”
William James
Quando non c’è uno specifico problema da risolvere, ma un potenziale da esprimere
Molte persone, pur avendo un equilibrio abbastanza sano e funzionale nella vita quotidiana, avvertono il desiderio di potenziare le proprie risorse in vista del raggiungimento dei propri obiettivi, personali, professionali o di team.
Questo approccio, in ambito performativo-organizzativo, è particolarmente indicato per chi:
- non vive una situazione di disagio clinico, ma sente di poter funzionare meglio;
- desidera migliorare performance, concentrazione o gestione dello stress;
- ama prendere decisioni con strategia;
- desidera creare un equilibrio ottimale tra il tempo di studio, di sport, di lavoro e il tempo “libero”;
- vuole ottenere risultati concreti;
- preferisce un lavoro orientato al presente e al futuro.
Il Coaching Strategico, parafrasando le parole del Professore Paolo Mordazzi, fa per chi è mosso dal desiderio di mettersi in gioco e ama come accadono le cose, i processi, oltre che le soluzioni.
Le origini del Coaching Strategico e la sua diffusione nei diversi contesti
Nato in ambito sportivo, il Coaching si è diffuso progressivamente anche in altri contesti, in particolare in ambito aziendale e manageriale prima, e in ambito scolastico e accademico-universitario poi, configurandosi come un intervento rivolto a individui o gruppi per ottenere risultati di performance ottimali.
È un approccio rigoroso e flessibile che, come sottolinea la Professoressa Roberta Milanese, lavora sui processi: il coach strategico individua blocchi emotivi, cognitivi o comportamentali che ostacolano l’espressione delle risorse e utilizza stratagemmi di intervento basati su una logica “non ordinaria”, per guidare la persona al cambiamento.
Il Coaching Strategico e il cambiamento dell’individuo
Il Coach Strategico accompagna la persona a riconoscere le proprie strategie poco o per nulla funzionali, guidandola nello sviluppo di nuove strategie volte a creare un equilibrio più sano e funzionale.
Il Coaching Strategico si distingue nettamente da altri approcci e non è né motivazione da palcoscenico, né un percorso psicologico o di psicoterapia, né si scava nel passato.
Ad esempio, prepararsi per la propria presentazione in pubblico (ad esempio, in occasione di un meeting aziendale), per un esame universitario o per una gara sportiva, può creare nell’individuo paura, ansia, stress, tensione.
In casi come questo, il lavoro non consiste nel “prepararsi di più”, ma nel modificare come la persona entra nella situazione, “trasformando i limiti in risorse creative e produttive”.
Giocano un ruolo chiave fattori come:
- la comunicazione;
- il respiro;
- la gestione delle emozioni;
- la relazione “con sé stessi, gli altri e il mondo”.
Piccole azioni, mirate e guidate, producono cambiamenti concreti, percepibili già dalle prime sessioni di coaching.
Esperienze di cambiamento concreto
Chi sceglie di intraprendere un percorso di Coaching Strategico racconta spesso, tra una sessione e l’altra, ciò che va meglio, le proprie vittorie quotidiane e, soprattutto, di avere prima sentito emotivamente e solo dopo capito razionalmente cosa fosse cambiato.
Tornando all’esempio sopra, emergono una migliore gestione delle emozioni, una comunicazione più persuasiva, un maggiore focus, più concentrazione, un gesto più fluido. È proprio grazie a questi piccoli successi concreti che l’individuo può sperimentare una maggiore consapevolezza operativa e un maggiore senso di auto-efficacia.
Il Coach Strategico orienta e guida la persona nello sviluppo di nuove prospettive, percezioni e risorse, vivendo esperienze di cambiamento concreto che impattano sui processi di apprendimento, sulle performance e sulla gratificazione personale.
Grazie a questa metodologia, sintesi di rigore e creatività, di arte e scienza, brevettata dal Professore Giorgio Nardone, il coach favorisce nel cliente cambiamenti concreti in tempi brevi, rendendolo artefice del proprio successo.
Nell’intraprendere un percorso di coaching strategico, il professionista orienta e guida il cliente rispettando e valorizzando il suo patrimonio identitario, per vivere una vita stra-ordinaria.
Le parole di Heinz von Foerster tornano a mente:
“Se vuoi vedere, impara ad agire.”
Bibliografia
- Milanese, Roberta – Mordazzi, Paolo, Coaching strategico. Trasformare i limiti in risorse, Milano, Ponte alle Grazie, 2007.
- Nardone, Giorgio, Problem Solving Strategico da tasca. L’arte di trovare soluzioni a problemi irrisolvibili, Milano, Ponte alle Grazie, 2017.
- Nardone, Giorgio – Milanese, Roberta, Il cambiamento strategico. Come far cambiare alle persone il loro sentire e il loro agire, Milano, Ponte alle Grazie, 2018.
Questo articolo è stato redatto dal
Dott. Pagano Emmanuel
Mental Coach
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