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Il rapporto sessuale e i suoi tempi

Una domanda che mi viene rivolta spesso riguarda il tempo e cioè quanto dovrebbe durare un rapporto sessuale. In realtà non esistono tempi giusti o sbagliati. Esistono i tempi della coppia. Ogni coppia dovrebbe essere in grado di raggiungere una complicità e una confidenza tali da poter trovare il modo migliore per stare insieme nell’intimità. Abitualmente, con i miei pazienti, parlando del rapporto sessuale uso la metafora del viaggio in treno. Cioè spiego loro che se durante un viaggio in treno fossimo capaci d’impegnarci in attività piacevoli, come leggere un libro, conversare o apprezzare le bellezze che il panorama ci offre, saremmo molto meno in apprensione per la sua durata. Questo per dire che l’importante è il viaggio in sé, non solo la meta. E, fattore ancora più importante, lo spirito con cui ci si mette in viaggio. Fuor di metafora, essere consapevoli di ciò che facilita l’eccitazione di entrambi evita di trasformare il rapporto in un incontro poco interessante, a volte noioso. Il piacere sessuale non dipende dalla durata, ma dalla capacità di coinvolgimento psico-fisico di entrambi, facilitato dall’intesa che la coppia, attraverso la reciproca conoscenza, riesce a raggiungere. Le immagini erotiche proposte dal cinema e dalla televisione non fanno altro che rispettare le attese dell’immaginario collettivo occidentale, soprattutto maschile, che ha del rapporto un’idea molto fisica, come se il pieno raggiungimento del piacere si potesse raggiungere solo attraverso pratiche sfrenate, penalizzando così l’aspetto emotivo.

Dott.ssa Maria Assunta Consalvi

psicologa-sessuologa

 

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