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Drunkoressia : fenomeno allarmante tra i giovani

Senza cibo tutto il giorno per lasciarsi andare con l’aperitivo. Si chiama drunkoressia ed è un fenomeno preoccupante tra i giovani.
La “drunkoressia”, così la chiamano gli esperti, unisce due esigenze tipiche dell’età: l’ossessione per la magrezza e la ricerca della sregolatezza. Si potenziano così a vicenda due dei fenomeni più preoccupanti per le nuove generazioni: l’anoressia e la tendenza a bere alcol all’unico scopo di ubriacarsi.
Molte ragazze evitano di mangiare per l’intera giornata – limitandosi a bere acqua, caffè, e a fumare sigarette – per poter concentrare l’apporto calorico tutto nelle ore serali: qualche stuzzichino al buffet dell’happy hour, ma soprattutto birra e superalcolici.
Il “vantaggio” (dal punto di vista delle ragazze) è che l’ubriacatura, con il conseguente effetto disinibente, arriva prima.
Negli ultimi decenni, a causa anche dei maggiori contatti con i coetanei del Nord Europa (dove l’abitudine alle sbornie serali e notturne era già diffusa da tempo), gli adolescenti italiani hanno sposato la tendenza al “binge drinking”, cioè all’ubriacarsi (“binge” significa “abbuffata”) in occasioni di serate, feste, uscite in discoteca.
Nell’ alcol si ricercano gli effetti socializzanti, euforizzanti e disinibenti, proprio quelli che alla lunga conducono all’abuso.
In Italia si è così assistito nel giro di pochi anni a un vistoso aumento del consumo di alcolici nella fascia di età che va dai 14 ai 16 anni, soprattutto tra le ragazze.
Altrettanto preoccupante è la maggior diffusione dei disturbi del comportamento alimentare: da alcuni sondaggi emerge che circa l’85% delle adolescenti è a dieta o comunque non è contenta della propria forma fisica.
L’anoressia inizia proprio con la paura di essere grasse (quasi sempre si parte da un reale, per lo più lieve, sovrappeso) e dalla conseguente adozione di una dieta ferrea, a volte accompagnata dall’esercizio fisico (le ragazze si sottopongono a estenuanti esercizi in palestra).
La dieta funziona: il successo migliora l’autostima e dà una sensazione di potere e di controllo, innescando una trappola mortale.
La magrezza, cioè, viene perseguita non tanto come sinonimo di bellezza quanto di autonomia, autocontrollo, indipendenza.
È importante che i genitori parlino con i ragazzi dell’alcol e dei rischi connessi prima che raggiungano l’adolescenza, cioè intorno ai 9 e 10 anni.
Farlo più avanti, specie se con atteggiamenti aggressivi o proibitivi, potrebbe sortire l’effetto contrario, quello cioè di invogliarli all’abuso.
Bisogna poi evitare che i ragazzi comincino a bere molto presto. È dimostrato che iniziare prima dei 15 anni aumenta il rischio di alcolismo di 4 volte.
Fondamentale il buon esempio, nelle pratiche alimentari e nelle abitudini di vita, specialmente se il tempo passato con i figli è limitato. Occorre poi vigilare in concomitanza di situazioni a rischio. Preoccuparsi, per esempio, se un ragazzo (o ragazza) cambia compagnia, ha un calo del rendimento scolastico, presenta frequenti cambiamenti di umore, cambia il proprio aspetto fisico o caratteriale, adotta un comportamento insofferente o aggressivo.
Se si perde il controllo della situazione non esitare a ricorrere ad aiuti esterni, a partire dal medico di famiglia fino a psicoterapeuti e centri specializzati nei disturbi del comportamento alimentare.

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