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testamento biologico

CHE COS’E’ IL TESTAMENTO BIOLOGICO?

La salute è un diritto fondamentale e ognuno di noi è quindi libero di accettare o rifiutare il programma terapeutico che un medico ci offre per tutelare la nostra salute. E’ il cosiddetto principio di autodeterminazione, sancito dall’art. 32 della Costituzione, sul quale si basa il concetto del “consenso informato” che rappresenta il diritto del paziente di scegliere, accettare o anche rifiutare le cure ed i trattamenti che gli vengono proposti: ognuno ha il diritto di esprimere il proprio consenso (o dissenso) ad un trattamento in tutta libertà, naturalmente dopo essere stato compiutamente informato e reso consapevole dei benefici che potrà ottenere e dei rischi che corre.
Naturalmente la possibilità di esprimere tale consenso presuppone la “capacità” di poter prendere quella decisione; rimangono quindi esclusi da questo diritto tutti coloro che, a vario titolo, non sono in grado di “intendere e volere”. Chi è in coma o in uno stato vegetativo permanente, infatti, ma anche semplicemente chi è affetto da gravi malattie che menomano la capacità di esprimere la propria volontà non può certamente comprendere le informazioni che gli vengono fornite e, meno che mai, esprimere un consenso o un dissenso. Il venir meno della integrità intellettiva rende quindi inefficace il principio di autodeterminazione, o almeno rende impossibile rispettare il diritto che ne deriva.
Il testamento biologico altro non è che un documento con il quale ognuno può indicare, in un momento in cui è in grado di prendere una decisione consapevole, quali terapie intende o non intende accettare qualora in futuro sia in una condizione di incapacità ed impossibilità ad esprimere la propria volontà. Il medico nel momento di effettuare delle scelte terapeutiche su una persona che abbia perso la capacità di decidere, avrà a disposizione delle indicazioni anticipate che possano costituire una guida, mantenendo così la possibilità di ottemperare alla volontà del paziente anche quando questi non sia più in grado di comunicarla.

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Mary Zirpoli

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